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Le Nostre Pubblicazioni

A oggi il Museo conta due pubblicazioni:

L'eroe venuto da lontano

Narrazione a fumetti della vita avventurosa del Ten. Gerard Ross Norton, detto “Toys”.

Il genere letterario dei fumetti racconta avvincenti storie di protagonisti tratteggiati con qualità umane e coraggio spinto fino all’eroismo. In particolare, nel corso della Seconda guerra mondiale, questi prodotti della fantasia sono stati schierati in favore della causa del proprio Paese. Ecco lo straordinario Captain America a fianco dei soldati semplici, il superdotato Flash Gordon che combatté contro il Terzo Reich, poi Charlie Chan e Dick Tracy dediti a scovare le spie nemiche e persino il celeberrimo Mickey Mouse che, tra l’altro, bombardò la residenza del Führer a guerra finita.
Mentre a casa nostra sono stati prodotti fumetti di propaganda come Grillo e Balilla Venturino sul “Corriere dei Piccoli”, Romano Il Legionario sul “Vittorioso”, Lucio l’Avanguardista alla guida del biplano Dux.

Ma oggi, ed è un caso forse unico, alla galassia degli innumerevoli eroi prodotti dalla fantasia, fa da contrappunto la comparsa di un eroe reale, la cui vita avventurosa viene narrata rigorosamente con i codici del fumetto: L’eroe venuto da lontano, 96 pagine con le tavole disegnate da G.F. Battista, uscito dalla Scuola del Fumetto di Milano e già disegnatore per varie testate, fra le quali l’Astorina di Diabolik.

Un eroe da piccolo detto “Toys” perché gracile, divenuto robusto con lo sport, partito volontario da Città del Capo con l’esercito del suo Paese. Venne nominato sergente per essersi distinto in un attacco, rimase prigioniero a Tobruk, ma subito evaso, giunse in un campo alleato dopo 38 giorni di marcia di 900 km nel deserto libico. Rientrò nell’esercito sudafricano con la nomina a Tenente, e uscitone per ritornare al fronte, fu aggregato a un reggimento inglese, poi presente in posizioni avanzate durante la Campagna d’Italia.
Fu infine lanciato alla conquista del caposaldo tedesco di Montegridolfo alla testa del suo plotone.
Dalla mattinata fino al primo pomeriggio del 31 agosto 1944 fu costretto allo stallo dal tiro delle mitragliatrici nemiche piazzate sul crinale a difesa di Montegridolfo; un caso la cui soluzione non è prevista in nessuna esercitazione tattica, ma che Norton districò tutto da solo: gettatosi in avanti con una manovra aggirante e armato di bombe a mano e di Thompson, eliminò prima una e poi l’altra postazione di mitragliatrici per poi neutralizzare anche i 15 fucilieri appostati dentro una casamatta.
Sfondata “la Linea Gotica nel punto a lui assegnato”, così recita il comunicato ufficiale, troviamo Norton nell’ospedale sudafricano di Roma dove il fratello medico e la sorella gemella infermiera gli curano le numerose ferite. Alla fine dell’anno il Re Giorgio VI gli appunterà la Victoria Cross, la massima onorificenza militare britannica; seguirà anche la nomina a Capitano.

Ma, terminata la guerra, Norton si congedò per realizzare un sogno che nutriva fino dall’età giovanile: trasferirsi in una vasta zona lussureggiante della Rhodesia (l’attuale Zimbabwe). E qui, con moglie e tre figlie, come un novello Cincinnato, fece l’agricoltore allestendo una grande fattoria che gli venne poi incendiata dai guerriglieri nazionalisti e che egli ricreò, finché, al termine della sua vita, gli fu requisita dal regime di Mugabe.
A restituire un po’ di serenità all’eroico soldato e al buon padre di famiglia contribuirono, a fine agosto del 2004, la Cittadinanza Onoraria e le Chiavi della Città concesse dal Comune di Montegridolfo, recapitate tramite il Ministero degli Esteri Italiano, giusto due mesi prima della sua scomparsa.

La lettura del fumetto fa rivivere la figura di Norton” così ha scritto lo storico Alessandro Agnoletti, come un caso emblematico di “eroica normalità”.
Il volume è pubblicato dal Comune di Montegridolfo con il patrocinio dell’IBC Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Rimini. La tiratura è limitata a 1000 copie e la distribuzione avviene presso il Museo della Linea dei Goti.

Presentazione redatta a cura di Terzo Maffei, Responsabile per la Comunicazione del Museo della Linea dei Goti, Montegridolfo.

 

Museo della Linea dei Goti 1943-1944 (di T. Maffei)

“Il presente catalogo, oltre a costituire un utile strumento introduttivo all’esposizione museale ed al contesto storico, è un ulteriore frutto di tale lavoro di studio e ricerca attento ad approfondire la comprensione di un passato che non deve essere dimenticato attraverso l’intreccio degli eventi della “Grande Storia” con la vita quotidiana della gente comune.”

Così introduce il volume l’ex Assessore alla Cultura della Provincia di Rimini Marcella Bondoni.
La guida redatta da Terzo Maffei è disponibile presso il nostro Museo.

La guida raccoglie e descrive nel dettaglio tutta l’oggettistica esposta all’interno del Museo della Linea dei Goti, quali cimeli, armi, fotografie, modelli militari, propaganda e giornali.

L'attacco a Tobruk e mia figlia

Traduzione di Carlo Maffei. Note di Daniele Diotallevi, Alessandro Agnoletti e Terzo Maffei.

Onori resi a Gerard Ross Norton da Montegridolfo

Nel 2004, nel sessantesimo del suo gesto eroico per la liberazione di Montegridolfo, ha ricevuto le Chiavi della Città e la Cittadinanza Onoraria.

Nel 2007 il Comune di Montegridolfo gli ha dedicato una via in prossimità del luogo dove avvenne la battaglia.

Nel 2013 Montegridolfo ha pubblicato il volume a fumetti “L’Eroe venuto da lontano”, opera della penna del disegnatore Gianfelice Battista.

Conversazioni al museo della Linea Dei Goti

Contributi Intorno alla Linea Gotica e al nazismo.
A. Agnoletti, D. Diotallevi,T. Maffei, S. Migani.

Conversazioni al Museo della Linea dei Goti accoglie soltanto una parte dell’attività culturale svolta presso il museo di Montegridolfo con conferenze, tavole rotonde e altri eventi, approfondendo alcuni aspetti della Linea Gotica e del nazismo finora apparentemente poco indagati.
Alla gente di Montegridolfo, caposaldo compreso nella prima fascia della linea di difesa germanica, i tedeschi avevano riservato un comportamento improntato a una rigorosa correttezza, il bestiame requisito veniva pagato, come pure il vino e le uova, chi ospitava un loro militare riceveva affitto, i giovani che lavoravano alle opere della linea di difesa erano esenti dall’ arruolamento decretato
dallo Stato fascista.
Ciò potrebbe contraddire lo stereotipo del tedesco razziatore e crudele, in realtà focalizza la fredda determinazione a ottenere, con cinico opportunismo, la collaborazione della popolazione locale per poter realizzare senza intralci la costruzione della Linea Gotica.
Infatti, per contrappunto, altri giovani, i nostri militari internati nei lager tedeschi, erano alla mercè del regime nazista, dovendo sopravvivere a violenze e privazioni.
Il libro, spaziando su altri temi cruciali, ci induce a compiere un passo importante, dalla conoscenza alla
riflessione critica.

La Linea dei Goti e la Guerra

Testimonianze di civili e reduci di Montegridolfo.
Prefazione di Tiziano Casoli A cura di Terzo Maffei.

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